Tra gli uomini illustri che San Vito Romano possa ricordare, Guido Carlo Maria Baccelli (Roma, 1830 - ivi, 1916) figlio del medico Antonio e di Adelaide Leonori, è senz'altro una figura di notevole autorevolezza storica. In letteratura diverse pubblicazioni, eterogenee per argomento, hanno raccontato le vicende personali, familiari e istituzionali di un uomo radicato anche nella memoria sanvitese. Egli, medico e politico di chiara fama, prima di morire nella sua dimora romana in Corso Vittorio Emanuele, nel cuore della città Eterna, trascorse alcune settimane nel suo appartamento di San Vito Romano. Si spense poi a Roma la sera del 10 gennaio 1916. Tra gli atti storici rinvenuti presso l'archivio storico comunale di San Vito Romano, nel libretto edito nel primo dopo guerra e che raccoglie il lungo discorso tenuto dall'allora Sindaco Sisto Jella nella seduta di consiglio comunale del 30 marzo 1919, in ricordo dei "Prodi sanvitesi" che dalla guerra non fecero ritorno, si trova una delle prime tracce di memoria dopo la sua morte. Egli, che non era partito per il fronte, era morto prima che la guerra finisse e fu, dell'epoca, un ardente interventista. Il Sindaco Jella nel commemorare anche il suo nome durante la pubblica seduta di consiglio comunale lo fa in segno di una profonda amicizia e di stima. Delle diverse opere di natura storica che sono state pubblicate negli anni si vogliono qui proporre i due contributi scientifici di Irene Quaresima al prestigioso volume "Atti e memorie della società tiburtina di storia e d'arte" (2013 e 2015) e che rappresentano l'incipit di ricerche storiche più dettagliate. Di questi contributi colpisce la minuzia, la ricerca, l'autenticità delle fonti e la consapevolezza di come San Vito Romano sia stato parte integrante e sostanziale della storia nazionale, nelle sue dinamiche politiche e sociali più complesse.